|
______________________________
|
Si tratta di convertitori indubbiamente
più precisi dei precedenti, al punto da essere adoperati tra l’altro, come si
diceva, nei voltmetri digitali, ma nello stesso tempo molto più lenti.
Alcuni tipi impiegano anche qualche
frazione di secondo per una conversione completa.
Lo schema di questo convertitore è
riportato nella figura sotto.
|
|

Fig.24-31
|
|
Il funzionamento è il seguente:
Inizialmente il SOC (Start Of Convertion) è a 0. In
questo modo I è chiuso e quindi il condensatore è scarico.
Il contatore è azzerato e inibito al
conteggio. Essendo allora MSB = 0, l’uscita
del FF-JK è 0 e questo porta il commutatore d’ingresso a collegarsi alla Vi. Quest’ultima si presenta così all’ingresso dell’integratore
invertente.
La conversione inizia portando SOC a 1.
In questo modo I si apre e
l’integratore invertente inizia a integrare.
|
All’uscita dell’integratore si
forma una rampa in discesa che fa si che l’uscita del comparatore
sia 1.
Questa abilita l’AND a trasmettere
gli impulsi di clock che faranno contare il contatore.
Quest’ultimo ha una durata fissa t1; cioè dopo un certo numero di impulsi programmato, si azzera
automaticamente.
Si ricorda a questo proposito che un
contatore, per esempio a 3 bit, commuta da
0 0 0 a
1 1 1
dopodiché si riporta a 0 0 0, come si
vede dal diagramma della Figura 24-32
|
|

Fig.24-32 |
Quindi in generale si ha:
t1 = ×T
dove t1 è un tempo prefissato e
costante.
In questo intervallo di tempo
l’uscita dell’integratore sarà data da:

dove T è il periodo del clock.
Trascorso il tempi t1,
il contatore
programmato si azzera e in questo modo il flip-flop cambia
stato, Q = 1 e il deviatore porta l’ingresso dell’integratore
sulla tensione costante -Vrif.
Adesso all’ingresso
dell’integratore viene applicata la
tensione di riferimento
-Vrif.
|
|
Alla sua uscita si avrà allora:

Si ha cioè una rampa in salita che parte
dal valore massimo raggiunto prima.
Questa seconda fase dura il tempo t2, finché Vo
si annulla.
|
Calcoliamo ora t2:

|
|
Trascorso il tempo t2
si verificano i seguenti eventi:
-
L’uscita dell’integratore,
raggiunto il valore 0, tenderà ad assumere valori positivi.
-
Il comparatore, dato che al suo ingresso la tensione passa
per lo 0, ha in uscita 0 (che è l'EOC
= END OF CONVERSION).
L’EOC segnala alla memoria che la conversione è
finita e che può memorizzare l’ultimo numero binario.
L’uscita della porta AND diventa 0.
L’uscita parallelo del contatore presenta una
configurazione
il cui valore N è proporzionale al tempo di conteggio t2.
Questo tempo t2, contrariamente a t1
che lo era, non è fisso, ma dipende dal valore massimo raggiunto prima,

Si ha cioè: t2 = N× T |
dove T, al solito, è il periodo di clock.
Allora:
e quindi:
Eq.24- 2
Come si vede il numero
binario N è proporzionale alla tensione analogica d’ingresso.
Si fa presente che t2 non può superare t1, altrimenti il conteggio si interrompe, cioè il contatore si azzera, prima di
avere raggiunto lo 0. Questo vuol dire che la pendenza della seconda rampa non può essere
inferiore a quella della prima; quindi in definitiva Vi non può superare Vrif in valore
assoluto:

|
|

Fig.24-33 |
In figura sono
riportati, come esempio, due casi: nel 1° viene raggiunto un valore minore che nel 2° e
si ha perciò t’2 < t2.
Quindi sarà N’ < N
Nel 1° tratto t1 è costante e perciò la
pendenza della rampa dipende dal valore Vi
della tensione d’ingresso.
Nel 2° tratto
la pendenza è fissa, essendo data in ogni caso da , ma t2 è diverso perché Vo parte da un valore massimo raggiunto,
diverso nei due casi.
|
|
Naturalmente alla fine del conteggio il
dato digitale viene memorizzato in un registro di uscita (e quindi visualizzato), il
contatore viene azzerato e il condensatore C viene scaricato mediante la chiusura di I. Il
sistema è così pronto per una nuova conversione.
Come è stato già osservato, il
convertitore a doppia rampa costituisce in generale uno dei blocchi fondamentali nella
costruzione dei voltmetri digitali.
E’ poi da osservare
che il legame tra la Vi e N non dipende né dalla frequenza del clock, né dagli elementi R e C
dell’integratore, dato che questi influenzano sia la rampa crescente che quella
decrescente in modo che il tempo t2 ne risulta indipendente.
|
Un buon vantaggio di questo
convertitore è dato dal fatto che i disturbi a valore medio nullo sovrapposti al
segnale d’ingresso e di frequenza uguale o multipla di 1/t2 vengono eliminati,
dato che ne viene effettuata l’integrazione.
Con un tempo t1 per esempio
di 20 msec, si eliminano i disturbi di frequenza uguale o multipla di = 50
Hz.
Questo fatto viene sfruttato per rendere
il sistema insensibile ai disturbi di rete.
L’ADC a doppia rampa è poi
insensibile anche ai disturbi in alta frequenza
dato che l’integratore è un
filtro passa-basso.
|
|